martedì 20 gennaio 2015

Ci vediamo sul nuovo sito!


Ciao nipoti!
Finalmente sono riuscita a traslocare su un nuovo sito.

D'ora in poi troverete i miei consigli ed i miei scarabocchi su www.paroladiziacin.it !

E da quest'anno parleremo anche di, ebbene sì, matrimonio. Io che parlo di nozze, capito???
Quindi non lasciatemi da sola in quel nuovo dominio freddo e vuoto.
Venite tutti a trovarmi presso la nuova sede. Vi aspetto!
Fieramente,
vostra Zia

giovedì 9 gennaio 2014

Scrivere bene. I consigli di Umberto Eco

Dal 1985 al 1998, un uomo lungimirante e saggio come pochi del nostro tempo, Umberto Eco, ha curato una mitica rubrica sull' ultima pagina de "L'Espresso", la quale in seguito è diventata un'opera edita da Bompiani nel 2000. "La bustina di Minerva", più attuale che mai, ci ispira ancora oggi. Perché certe cose, per fortuna, non cambiano mai. 
Di seguito, 40 ottimi ironici consigli per scrivere bene. O per provarci. 
Fatene tesoro nipoti cari e adorati!


1. Evita le allitterazioni, anche se allettano gli allocchi.

2. Non è che il congiuntivo va evitato, anzi, che lo si usa quando necessario.

3. Evita le frasi fatte: è minestra riscaldata.

4. Esprimiti siccome ti nutri.

5. Non usare sigle commerciali & abbreviazioni etc.

6. Ricorda (sempre) che la parentesi (anche quando pare indispensabile) interrompe il filo del discorso.

7. Stai attento a non fare... indigestione di puntini di sospensione.

8. Usa meno virgolette possibili: non è “fine”.

9. Non generalizzare mai.

10. Le parole straniere non fanno affatto bon ton.

11. Sii avaro di citazioni. Diceva giustamente Emerson: “Odio le citazioni. Dimmi solo quello che sai tu.”.

12. I paragoni sono come le frasi fatte.

13. Non essere ridondante; non ripetere due volte la stessa cosa; ripetere è superfluo (per ridondanza s’intende la spiegazione inutile di qualcosa che il lettore ha già capito).

14. Solo gli stronzi usano parole volgari.

15. Sii sempre più o meno specifico.

16. L'iperbole è la più straordinaria delle tecniche espressive.

17. Non fare frasi di una sola parola. Eliminale.

18. Guardati dalle metafore troppo ardite: sono piume sulle scaglie di un serpente.

19. Metti, le virgole, al posto giusto.

20. Distingui tra la funzione del punto e virgola e quella dei due punti: anche se non è facile.

21. Se non trovi l’espressione italiana adatta non ricorrere mai all’espressione dialettale: peso e! tacòn del buso.

22. Non usare metafore incongruenti anche se ti paiono “cantare”: sono come un cigno che deraglia.

23. C’è davvero bisogno di domande retoriche?

24. Sii conciso, cerca di condensare i tuoi pensieri nel minor numero di parole possibile, evitando frasi lunghe — o spezzate da incisi che inevitabilmente confondono il lettore poco attento — affinché il tuo discorso non contribuisca a quell’inquinamento dell’informazione che è certamente (specie quando inutilmente farcito di precisazioni inutili, o almeno non indispensabili) una delle tragedie di questo nostro tempo dominato dal potere dei media.

25. Gli accenti non debbono essere nè scorretti nè inutili, perchè chi lo fà sbaglia.

26. Non si apostrofa un’articolo indeterminativo prima del sostantivo maschile.

27. Non essere enfatico! Sii parco con gli esclamativi!

28. Neppure i peggiori fans dei barbarismi pluralizzano i termini stranieri.

29. Scrivi in modo esatto i nomi stranieri, come Beaudelaire, Roosewelt, Niezsche, e simili.

30. Nomina direttamente autori e personaggi di cui parli, senza perifrasi. Così faceva il maggior scrittore lombardo del XIX secolo, l’autore del 5 maggio.

31. All’inizio del discorso usa la captatio benevolentiae, per ingraziarti il lettore (ma forse siete così stupidi da non capire neppure quello che vi sto dicendo).

32. Cura puntiliosamente l’ortograffia.

33. Inutile dirti quanto sono stucchevoli le preterizioni.

34. Non andare troppo sovente a capo. Almeno, non quando non serve.

35. Non usare mai il plurale majestatis. Siamo convinti che faccia una pessima impressione.

36. Non confondere la causa con l’effetto: saresti in errore e dunque avresti sbagliato.

37. Non costruire frasi in cui la conclusione non segua logicamente dalle premesse: se tutti facessero così, allora le premesse conseguirebbero dalle conclusioni.

38. Non indulgere ad arcaismi, apax legomena o altri lessemi inusitati, nonché deep structures rizomatiche che, per quanto ti appaiano come altrettante epifanie della differenza grammatologica e inviti alla deriva decostruttiva – ma peggio ancora sarebbe se risultassero eccepibili allo scrutinio di chi legga con acribia ecdotica – eccedano comunque le competente cognitive del destinatario. 

39. Non devi essere prolisso, ma neppure devi dire meno di quello che.


40. Una frase compiuta deve avere.

"La bustina di Minerva", Umberto Eco

venerdì 20 dicembre 2013

Bracciali natalizi

E' arrivato ormai Natale e quest'anno il mio  sarà più dolce con i bracciali natalizi SGG che mi sono stati regalati. Porto sempre con me due dei tre carinissimi bracciali limited edition della collezione "Sognando..." di Sara Greco Gioielli. Adoro il macramè intrecciato e i simpatici ciondoli in Argento"Omino Biscottino" e "Stellina", anche perché, il connubio di questi due elementi dà vita a un gioiello pratico e allo stesso tempo adatto ad ogni occasione. Io poi ho scelto il colore nero, ma c'è la possibilità di scegliere un'infinità di combinazioni cromatiche.


Inoltre ogni pezzo è confezionato in apposita scatola a tema e accompagnato da Garanzia e Panno per pulire il ciondolo (che potete vedere in foto), perché, come recita lo stesso Marchio "Sgg ama prendersi cura dei vostri gioielli".


Se avete intenzione di fare un regalo questo Natale, i bracciali natalizi sono abbinati con bellissime collane della collezione "Sognando..." e il tutto si può ordinare comodamente on line (spedizioni incluse nel prezzo) qui Sara Greco Gioielli

Beh, io il mio consiglio fashion per Natale ve l'ho dato.
Buone Feste nipoti cari!
Zia Cin

martedì 12 novembre 2013

Groupon: conviene?

Ce lo chiediamo spesso e oggi provo a dare una risposta. Le mie sono considerazioni da utente e da consumatrice, quindi ognuno ne faccia quel che vuole, come al solito.



Come funzionano Groupon e simili
Ormai sappiamo un po’ tutti come funzionano servizi come Groupon e similari. Il commerciante X chiama Groupon e spiega quale servizio o prodotto vuole mettere in offerta. Groupon valuta e, se decide che l’offerta è possibile, pubblica sul proprio sito la promozione o lo sconto che riguarda il prodotto o il servizio messo in offerta dall’azienda. Dal guadagno di ogni prodotto/servizio venduto tramite il sito di Groupon, una percentuale andrà al commerciante ed un’altra a Groupon. Di solito (se ho ben capito), la percentuale che va al commerciante è quella del 50% sul costo del prodotto offerto (prezzo non da listino). E questo cosa significa? Che il commerciante/azienda guadagna molto poco dal venduto, ma lui lo sa bene, poiché il vero guadagno è in termini di consolidamento dell’immagine aziendale e promozione a livello nazionale.

Quindi ricapitolando: Chi decide di usufruire di Groupon?
-          Aziende e commercianti che vogliono allargare la propria fetta di mercato, raggiungere una nicchia, rafforzare l’immagine aziendale e farsi conoscere dai consumatori; attività commerciali neonate che hanno bisogno di pubblicità e sono disposte a guadagnare di meno all’inizio, pur di espandere il proprio pubblico di utenti.
-          Consumatori che necessitano di un prodotto o servizio difficilmente reperibile oppure a costo contenuto rispetto a quello di listino.

Il mio parere sulle offerte
Detto questo, passiamo alla valutazione delle offerte. Alcune molto allettanti, altre meno, a livello di costo, la vera convenienza di ognuna di esse si misura solo dopo averne usufruito. Ecco perché, dopo anni di utilizzo del servizio di Groupon, mi permetto di dire la mia.
Per quanto riguarda gli oggetti (prodotti di uso quotidiano e idee regalo), io ho acquistato, negli anni, diversi prodotti e devo dire, mi sono trovata abbastanza bene. Le spedizioni sono state lente, ma sono avvenute nella maniera descritta dal sito. Gli oggetti sono arrivati intatti e, cosa molto importante, corrispondevano, nella quantità e nelle fattezze, alle descrizioni effettuate, tramite immagini e parole, sul sito di Groupon.

  • Per quanto riguarda gli sconti per l’acquisto di prodotti o servizi da siti web, come lo sconto per l’acquisto online di stampe fotografiche, biancheria per la casa, idee regalo, ecc. (esempio: sconto del 70% per l’acquisto di stampe fotografiche su tela dal sito XXX), devo dire che ho notato che non sempre queste offerte sono convenienti. Per due semplici motivi.

1. I prezzi di listino dei prodotti da ordinare online sono sempre molto alti e quindi la percezione di risparmio è irrisoria. Se lo sconto è del 70%, ma poi il prezzo originario del prodotto è molto elevato, acquistando il coupon di Groupon ci sembrerà di risparmiare tantissimo, ma poi ci accorgeremo di aver comunque effettuato un acquisto oneroso. Per ovviare a questo problema è bene, dunque, visitare il sito web dell’azienda/e-commerce che vende il prodotto desiderato (raggiungibile dalla stessa pagina di offerta su Groupon) e verificare, prima ancora di ordinare il coupon, il prezzo di ciò che desideriamo acquistare. Avvertimento utile per chi ha il dito indice frenetico J e rischia di cliccare “acquista” su groupon prima di conoscere le effettive condizioni del servizio.
2. Le spedizioni spesso sono escluse. Quindi può capitare di trovare su Groupon uno sconto considerevole per l’acquisto di un prodotto da un e-commerce, ma poi di ricevere il “pacco-regalo salasso” sulle spese di spedizioni del sito web che propone l’oggetto in questione. Anche in questo caso, prima di pigiare, cari nipoti, accertatevi che le spedizioni siano incluse o abbiano un costo che siete disposti a sostenere.

  • Per quanto riguarda le offerte su viaggi, pacchetti benessere, visite mediche e coupon relativi a cene/pranzi/servizi di ristorazione, devo dire che, mentre sui viaggi non ho esperienze, sul resto mi sono fatta un’idea. Sono convinta che la convenienza di queste offerte dipenda dall’ azienda e non da Groupon. Peccato dunque, che non ci sia una sezioni “commenti degli utenti” come accade sulla maggior parte dei siti web (Amazon, TripAdvisor, ecc.) che permetta di rassicurare il consumatore attraverso i pareri di chi ha già acquistato.




Le mie esperienze a confronto
Tuttavia posso dire di aver apprezzato ad esempio, la spa dove ho potuto usufruire di un percorso benessere a prezzo scontato. Dove tutto è stato consono e idoneo alle mie aspettative. Dove la massaggiatrice era gentile e bravissima. Dove la cromoterapia consisteva nell’utilizzo di docce profumate e colorate, la sala relax adibita con divanetti e tè caldo, la vasca idromassaggio grande, tecnologica e allestita su una terrazzina con vista mare. Dove l’unico atto di furbizia (giustificato) è stato, a fine seduta, chiedermi l’indirizzo mail, per poi contattarmi, solo una volta all’anno, per propormi nuove offerte, slegate da Groupon.  In questo caso, ottimo servizio e ottimo modo di gestire l’opportunità del mezzo di scontistica. CI SONO TORNATA e HO FATTO PASSAPAROLA.
Al Contrario della Spa dove la sala relax era un minuscolo bagno di un’abitazione adibita a studio clinico, la vasca idromassaggio era piccola e si poteva stare solo seduti, la cromoterapia era una candela che cambiava colore poggiata sullo specchio del bagno, il massaggio insulso ed effettuato da una donna dalla dubbia igiene che, invece di farmi rilassare, insinuava dubbi sulla mia salute e  cercava di convincermi ad acquistare creme miracolose a prezzi esorbitanti. NON CI SONO MAI PIU’ TORNATA E HO AVVISATO I MIEI AMICI DELLA TRUFFA.

Le potenzialità di Groupon per i commercianti
La cosa che più dispiace è vedere che studi clinici, medici e ristoratori non abbiano capito che Groupon è un’arma a doppio taglio. Che deve essere utilizzato per ottenere visibilità e pubblicità per la propria attività, generando, nel consumatore, ricordi sensazioni positive legate al servizio offerto. Ma accade esattamente il contrario, quando si cerca di fregare il cliente. A questo proposito mi propongo di elencare dei semplici consigli di buona condotta per il commerciante/professionista che utilizza Groupon per la sua attività:

1.    Attieniti all’offerta come descritta sul sito di Groupon.
Se ho acquistato un coupon per cenare nella tua pizzeria e ho diritto a pizze illimitate e antipasto della casa, non inventare clausole inesistenti. Ti ho sentito dire che le pizze illimitate sono solo di giovedì, o solo per uno dei commensali, oppure che l’antipasto della casa consiste solo in tre bruschette e noi, guarda un po’, siamo in quattro. DA TE NON CI TORNO.

4.      Tratta il cliente “Groupon” come tutti gli altri.
 Se vengo nel tuo ristorante con un coupon e il cameriere mi chiama “Cliente groupon” di fronte agli altri, la coppia sedutaala tavolo vicino inizia a bisbigliare che sono una pezzente perché sto mangiando grazie ad uno sconto, e il capo cuoco mi viene a dire che, essendo un ”Cliente Groupon”, ho a disposizione un Menu diverso dagli altri, magari fisso o con poche possibilità di scelta: DA TE NON CI TORNO.

4.      Non trasformare l’incontro con il cliente in una dimostrazione porta a porta
Se ho acquistato un coupon per una seduta di massaggi da te, cara spa, non cercare di convincermi insistentemente che ho la cellulite e che ho bisogno di altre 10 sedute a pagamento più la crema risolutiva per il mio problema a soli 150 euro a tubetto. DA TE NON CI TORNO.

4. Ricorda di essere un professionista con dei principi
Caro ginecologo, caro dentista, caro igienista, se ho acquistato un coupon per una visita medica, non mi fare venire il dubbio di avere delle patologie gravi solo per convincermi ad effettuare subito presso il tuo studio medico degli accertamenti costosi che non sono inclusi nell’offerta Groupon. Stai rubando, mentendo e stai giocando con la salute delle persone. E vergognati. DA TE NON CI TORNO.

Tengo quindi a precisare, come suggeritomi da un'amica, che se un servizio/prodotto acquistato non è stato di gradimento del consumatore, non è colpa di Groupon, ma del commerciante/professionista che ne fa un cattivo utilizzo. Groupon, infatti, tiene molto alla customer satisfaction, cioè alla soddisfazione del cliente, perciò chiede agli utenti di segnalare alla sezione Customer Care gli eventuali comportamenti scorretti dei commercianti, oppure la propria insoddisfazione nei confronti del servizio acquistato. Questo garantisce a Groupon di prendere provvedimenti nei confronti del commerciante furbone  e che il disservizio non si ripeta.

La vostra amichevole Zia Cin di quartiere

martedì 29 ottobre 2013

Come trovare immagini dal web. E’ nata l’app Android IMAGE EXPRESS

Applicazione semplice per cercare immagini

È proprio vero. Le cose più semplici sono quelle che spesso hanno più successo. Semplici perché basate su un principio basilare, ma semplici, non dimentichiamolo, anche perché riducono la difficoltà delle operazioni da compiere, ci aiutano ad affrontare le situazioni della vita e soddisfare le nostre esigenze attraverso poche azioni. Il principio della semplicità, come sappiamo, vale soprattutto per la tecnologia e, sempre di più, per le applicazioni. Come nel caso di Image Express, App Android GRATUITA,  sviluppata da Sapientiam Studio, di Raffaele Morì e Giuseppe Carlà, (Logo di Gabriele Spedicato) che consente di cercare, salvare e condividere con pochi gesti delle immagini provenienti dal web attraverso dispositivi mobile.


E qui direte; dov’è la novità? Per questo c’è Google. Devo dire che, quando ho scaricato quest’applicazione, all’ inizio l’ho pensato anch’io. Ma poi, come accade spesso, al primo utilizzo mi sono ricreduta e ho capito come avviene la magia.
Fermatevi un attimo e pensate a quali operazioni è necessario compiere per cercare immagini dal web, attraverso dispositivi diversi dai pc ( smartphone, tablet, ecc.). Per effettuare una ricerca da un cellulare, ad esempio utilizzando Google, dovremmo:
·         aprire il browser Internet
·         applicare con le dita il pinch-to-zoom per allargare la videata
·         andare su Google
·         digitare la parola nella stringa
·         cliccare sul link Immagini
Il tutto perdendo tempo, a seconda della velocità della connessione e del dispositivo a disposizione.
E noi non vogliamo perdere tempo vero? Io non di certo! Con tutti i nipoti a cui devo badare non me lo posso proprio permettere J
Image Express assicura SEMPLICITA’ di utilizzo e VELOCITA’.

Come funziona Image Express
Il nome dell’App Image Express mi ha ricordato uno dei pochissimi programmi tv che vedo volentieri: “Pechino Express”. Perciò ho digitato nella stringa di ricerca proprio queste due parole.
Come potete notare, ho scelto le immagini da Google, ma avrei potuto scegliere anche quelle da Flickr oppure da Picasa.







Una volta selezionata l’immagine che si desidera ingrandire, si clicca e si apre una seconda pagina. In questa pagina è possibile, non solo vedere l’immagine prescelta in dimensioni maggiori, ma anche scegliere una serie di azioni da compiere. Così, molto velocemente e praticamente, cliccando su ognuna delle icone sottostanti, si può decidere se:
·      Reindirizzarsi alla sorgente dell’immagine. Ovvero alla pagina Internet da cui l’immagine proviene. Cliccare sull’icona Mappamondo ;
·         Scaricare l’immagine. Cliccare sull’icona Freccia in giù;
·  Condividere l’immagine sui diversi social e piattaforme a disposizione. Cliccare sull’icona Diramazione;
·         Tornare al Menu principale. Cliccare sull’icona Freccia indietro.



Il futuro di Image Express
Rumors dalla Sapientam Studio ci confermano che implementazioni future di Image Express permetteranno anche di cercare le immagini da Twitter e, cosa ancora più interessante, realizzare vere e proprie Slideshow.
Per scaricare l’App gratuita è necessario accedere al Play Store dal vostro dispositivo mobile e digitare Image Express. Il simpatico logo vi guiderà nella ricerca.
Che ne dite di questa soluzione semplice e innovativa per trovare immagini?

Tecnologicamente,
la vostra Zia Cin

venerdì 25 ottobre 2013

Non tutte le ciambelle escono col buco

Se tutto intorno a noi corre, corre, corre..forse è il caso di fermarsi. 
Io mi sono fermata e ho impiegato il mio tempo a fare qualcosa di utile che allietasse la mia giornata e quella di qualche altra persona.
E poi domani è un altro giorno. Mica tutte le ciambelle escono col buco!


Scarabocchi e snack

La mia nuova droga sono loro. Salate dentro, cioccolatose fuori. Inutile fare gli schizzinosi. Tanto, come dico sempre: Nello stomaco si mescola tutto.


martedì 22 ottobre 2013

Fai da te, fai da Zia. Il Portachiavi per casa

Mia madre quel portachiavi in compensato ce lo aveva dai tempi di Cristo.
 Le ho detto di non buttarlo. Mi conosco. Ne avrei fatto prima o poi qualcosa. E infatti...


Ecco come ho realizzato il mio personalissimo Portachiavi da appendere vicino alla porta d'ingresso.

1. Ho scelto il tema della decorazione: un etnico ispirato a un tessuto che avevo da parte e con il quale ho realizzato sia il copridivano del mio soggiorno, che le tendine delle finestre.


2. Ho dipinto alcune parti dell'oggetto. La cornice, le righine e le sporgenze. Per fare questo ho utilizzato dei  colori acrilici che richiamassero il tessuto. Tre in tutto: viola, oro, arancio. Poi, una volta asciugati, ho spennellato le parti dell'oggetto dipinto con colla vinilica, in modo da renderle più durature nel tempo.






3. Con il tessuto, ho rivestito le parti ancora non trattate. Per farlo ho preso, con righello e matita, le misure di ogni singola parte da rivestire. Ho disegnato lo spazio da rivestire sul tessuto (dalla parte del retro). Ho tagliato e incollato con colla per tessuti. Sarebbe andata bene anche colla vinilica diluita con l'acqua. In questo caso, è bene distribuire il composto ottenuto con un pennello ed aspettare qualche secondo che si asciughi un po', in modo da non bagnare il tessuto, una volta applicato.


4. Con le forbici ho tagliato i fili del tessuto che pendevano e ho ripassato con pennello imbevuto di colla tutto il perimetro di ogni pezzo attaccato. (La colla asciuga e diventa trasparente).

5. Ho lasciato asciugare per un giorno e...pronto! In poche mosse ho avuto il mio portachiavi artistico e abbinato ai tessuti ed ai tendaggi di casa. E in attesa di una foto antichizzata da metterci davanti (ha il portafoto incluso), ci ho messo un bel tovagliolo ispirato alla cucina!


Creativamente la vostra
Zia Cin

lunedì 23 settembre 2013

Come scegliere il passeggino

Che Web Zia snaturata sarei se non trattassi in questo blog, almeno una volta, una dico io, l'argomento bebé, neonati, pappine e pargoli insonni. Oggi vi accontento parlandovi di un nuovo arrivato sul web: il "CERCAPASSEGGINI", portale che adorerete come me, dedicato alla famiglia e ai più piccoli.
Loro, così teneri e indifesi, sono il nostro presente e il nostro futuro. E più li guardi incicciati nelle pieghe del loro stesso collo, indaffarati nel fissare il pulviscolo atmosferico, oppure intenti a raggiungere acuti e ultrasuoni degni di record, e più ti chiedi...beh, ti chiedi tante cose. Prima fra tutte: quando riavrai la tua vita e qui, tagliamo corto e ti rispondo, LA TUA NUOVA VITA É QUESTA (così non illudiamo nessuno). Ma poi, tra le tante domande, quella che sicuramente ti porrai ogni santo giorno della tua esistenza è: come ho fatto a vivere senza di loro finora?
Ad ogni modo, cari amici genitori, i quesiti li lascio a voi perché, come saprete, sono una Zia e preferisco andare di risposte. Questa volta infatti, faccio sul serio, parlandovi del nuovo portale che vi aiuta a scegliere il passeggino.

Tra mille modelli, mille funzioni, colori, tessuti, ruote, controruote, fermaruote, sensori di parcheggio e abs, scegliere il passeggino diventa sempre più difficile (qualche funzione l'ho aggiunta io). E già m'immagino la scena: il vostro primo figlio ha puntato la pancia di mammà. Chiede continuamente quando nascerà il fratellino solo per poterlo sopprimere al suo primo nguè. Così, mentre lui salta  con le scarpe sul divano per attirare l'attenzione, voi cercate, a fine giornata, dopo 8 ore di lavoro, di fare un discorso serio, guardare su Internet per capirci qualcosa sull'argomento e comprare il passeggino che vi eviterà distorsioni muscolari, cervicale e gobba da genitore per i prossimi 3 anni (?). Tra l'inquinamento acustico prodotto dal piccolo diavolo che dimora sul divano e il volume della tv sempre troppo alto in queste occasioni (Si alza sempre quando c'è da parlare. Succede in tutti i film e le pubblicità che si rispettino. Non le faccio io le regole) la scelta diviene impossibile e l'unica soluzione che vi rimane è quella di rivolgervi ad un rivenditore.
Ma il prezzo del prodotto che vi propone rientrerà nei vostri standard? E i pochi modelli a disposizione saranno di vostro gusto? Il prodotto avrà un buon rapporto qualità/prezzo? Garanzie, funzioni accessorie, praticità e funzionalità d'uso? Verificarlo in quel negozio sarà difficile, mentre la commessa con l' amplifon vi spinge sorridente alla cassa e voi, che non ce la fate più, comprereste qualsiasi cosa pur di chiudere per sempre questa storia.
Il Portale 
Cercapasseggini risolve tutta questa situazione incresciosa. E', infatti, un metodo semplice per scegliere il passeggino attraverso un motore di ricerca ad hoc. Tra personaggi teneri, ma risoluti (la cicogna Ciko, Mr. passeggino, i genitori "The Parents" e tanti altri oggetti animati) ed una grafica accattivante e funzionale, il sito assolve perfettamente alla sua funzione con chiarezza.

Come funziona il Cercapasseggini
Il portale è strutturato in questo modo:
Alle descrizioni delle varie di tipologie in commercio, si affiancano news sul settore, video esplicativi e promozionali, classifiche dei più quotati ed una vera e propria Community. Entrando a farne parte, i vantaggi sono molteplici. E' possibile infatti:
- Porre domande
- Confrontare prezzi e modelli
- Scrivere recensioni
- Stilare Wish list e rimanere sempre aggiornati sulle novità.

Come scegliere il passeggino
Cliccando sul Menu Come Scegliere, sarà Mr. Passeggino in persona a illustrarvi le varie possibilità in commercio e a presentarvi i suoi simpaticissimi amici.
Oppure, dall' Home Page è possibile effettuare ricerche rapide o avanzate, per modello e per marchio, al fine di scegliere il passeggino dei vostri sogni e, si spera, di quello dei vostri figli (in tutti i sensi).
Ora sta a voi, cari amici genitori spaparanzarvi sul divano e decidere in tutta comodità quale bolide acquistare. Io, come sempre, da brava Zia, mi limito a viziarli i nipotini. Perché, sapete come si dice, è un duro lavoro, ma qualcuno deve pur farlo.


Passegginamente la vostra Zia Cin

venerdì 30 agosto 2013

Spremuta d’estate. Il succo di una stagione che, più che altro, amiamo attendere

Non sto nella pelle, non vedo l’ora che arrivi l’estate! Facciamo un sacco di cose, ci divertiamo!!! Dai che ora che arriva l’ estate organizziamo una bella cena tutti insieme!!!!! Come Giugno????? Di già??? Caspita che freddo. Ho ancora la trapunta sul letto. Ma l’estate non iniziava il 21??? Evvai!!!! Ora che è estate andiamo a mare in quel posto bello che dicevamo. Però di fine settimana, perché ancora non sono in ferie. Si, però sabato ha diluviato. E domenica non posso, ma la prossima sì. Ora tolgo la trapunta, và. Che bello, poi andiamo a quel concerto! Quando è possibile andiamo a mare insieme. Come parti? Vabbe’, quando torni. Però parto io. Vabbe' quando torno andiamo a mare insieme. Si sarebbe bello fare questo, ma ancora lavoro. Come luglio? Vabbe’, ad Agosto poi. Ma al concerto vuoi venire? Magari non in prima fila però andiamo! Mamma ti ricordi dove ho messo la giacca verde con le maniche lunghe? Dai che ora che arrivano tutti facciamo la famosa cena. Madò, ti ricordi quando tornavamo a casa direttamente alle 8 di mattina?  Ah ma quindi le ferie le hai fatte durante la bassa stagione quest’anno? Uff, va bene sarà per la prossima estate. Oggi fa freddo, ma quando arriva l’estate facciamo un aperitivo sulla spiaggia. Anzi, anzi, passiamo la notte sulla spiaggia come i giovani. Dai, ci saranno altri concerti prima che finisca l’estate. Tesoro, la trapunta la lasciamo sul letto e poi la tiriamo via all’ occorrenza, che dici? Come Agosto? Ah, ma anche tu hai finito già le ferie? Eh, purtroppo con la crisi...  Io sono in ferie, che facciamo??? Oddio, ferie, più o meno. Tu no? Dai che una di queste domeniche d’estate ceniamo tutti insieme. Amore ti ricordi dove ho conservato il cappotto di mezza stagione? Quello grigio. Come Ferragosto? Ah, ma tu sei stato in ferie e non hai chiamato neanche. Bell’amico! Uno di meno per l’estate prossima. Ti mangerai le mani bello mio. Stupenda quest’alba sul mare. Madò, ti ricordi quando andavamo a mare mattina e pomeriggio e poi facevamo tutto un tiro fino alla notte? Dai che per salutare tutti facciamo la cena di fine estate. In quanti siamo, tre??? Vabbe’, sarà per la prossima estate. Sì, ciao per messaggio che non ci siamo potuti salutare. Sì, ciao su Facebook.Torna presto, anche se ci siamo visti poco mi mancherai. Credo. Ci vediamo a Natale oppure a Pasqua, ciao ciao. Come finita?E che dobbiamo fare, l’estate passa troppo in fretta. Ou, ma finisce sta cacchio di estate? Ah ecco. A casa mia voglio stare.

martedì 30 luglio 2013

Social network e dipendenza. Si chiama FOMO

Ne avevamo già parlato insieme qui, insinuando il dubbio: esiste una reale dipendenza da social network? L’avevo paragonata, esasperando un po’ il tutto, all’assuefazione da Can-d, una droga particolare presente nei romanzi fantascientifici di Dick, ma, alla fine, la situazione, poco si discosta dalla realtà.
L’infografica elaborata da Mylife.com in seguito ad un sondaggio condotto tra gli utilizzatori di piattaforme social, spiega benissimo la portata del fenomeno. Perché ha un nome, ve lo volevo dire. Si chiama F.O.M.O. (Fear of Missing out) e si tratta di una sindrome da dipendenza che si manifesta con la paura vera e propria di perdere status significativi di amici e follower, segnalazioni di eventi e informazioni importanti se ci si allontana dai social network. Una paura che spinge gli affetti da FOMO ad essere sempre connessi e sempre presenti, su differenti piattaforme ed anche con diversi profili.

Come potete notare dall’ infografica, qualcuno se ne rende anche conto e pianifica di “staccare la spina” dai social per mesi o un anno, ma poi, in pochissimi ci riescono. E comunque, se lo fanno, è perché emigrano su una piattaforma più interessante e più adatta alle proprie esigenze sociali e lavorative.
Secondo il sondaggio, le donne ci ritrovano gli uomini del passato, il 51% degli intervistati si logga più frequentemente rispetto a due anni fa e il 27% apre i propri account appena sveglio.
E così più forte della voglia del fumo, della curiosità per i reality in tv ed, in certi casi, anche del richiamo del sesso, dopo l’ansia, potrebbe essere F.O.M.O la sindrome dell’anno.
Ora, l’infografica non spiega come accertarsi dei sintomi fisici di questa sindrome. Iniziamo a calcolare quanto tempo al giorno dedichiamo ai social? Forse non è il caso dai, ho paura scopriremmo che è in atto una vera e propria pandemia.
Sempre amorevolmente in pena per voi,
Zia Cin

martedì 9 luglio 2013

Banjo. Connessione di luoghi e persone

Riflessioni before Banjo
Per anni, intorno al 2000, ci ha isolato, ci ha diviso. Ed ora, invece, la Rete ci unisce sempre di più. Come nei migliori romanzi di fantascienza, il Web, dio superiore e benevolo, ci connette l’uno all’altro con un tocco, uno sguardo sullo schermo, sempre più prossimi alla telepatia. Ora insegnandoci etica, solidarietà, collaborazione, ora trasformando i nostri arti e i nostri sensi in direzione “Evoluzione della specie”. Estensioni del nostro corpo sono infatti gli smarthphone, i tablet e chissà cos’altro tra un paio d’anni. Viviamo di touch, di link, di app. Toccare, connettere, applicare. Gesti che Uniscono nel Fare. È proprio così che ci eravamo immaginati il futuro. Ed è qui che siamo arrivati. Chi l’avrebbe detto. Io, da incorreggibile pessimista, non di certo. Eppure ci siamo, tutti insieme, legati l’uno all’altro sempre e dovunque. Integrando tecnologie e manualità, codici html e tradizioni, riti locali e hashtag globali.

Banjo App
Continuando per questa strada e tenendoci strettamente a destra siamo arrivati a Banjo. Il Boom in Italia da poco, il successo vedremo. Con 5 milioni di utenti, utilizzata in 190 Paesi, Banjo è un App per iOS e Android che ci consente di scoprire e vivere in tempo reale gli eventi di una città del mondo, pur essendo fisicamente in un'altra. Aggrega, infatti, in un’unica bacheca tutti i feed dei followers iscritti ai social network più conosciuti. Il fondatore è Damien Patton, pioniere e mentore all’ Harvard Innovation Lab.



Come funziona
Il viaggio virtuale di Banjo funziona così. La piattaforma geolocalizzata permette di effettuare delle ricerche per località, conoscere in tempo reale cosa succede e dove. E fin qui ci siamo. Tutti i feed che ci arrivano inoltre, possono essere ordinati, in base alle nostre esigenze, per categorie. Se creiamo la sezione Cucina ad esempio, lì troveremo tutte le ricette, i tutorial, i post che riguardano quell’argomento. Ma la suddivisione per categorie può essere anche trasversale. Video, foto, status. Ognuno ha il suo ordine mentale. E poi gli eventi, sistemati di default in ordine cronologico, sono segnalati per tempo e senza ridondanze, con la possibilità di recuperare contenuti passati dalla timeline.

Dove sta andando
Come ci insegna la storia, la tecnologia non sempre segue la strada per lei designata. Soprattutto in campo social, accade sempre più frequentemente di vedere una piattaforma prendere il volo e via via allontanarsi dall’idea madre del suo creatore. Idem per Banjo. Ma quanto volerà il nostro Icaro e, soprattutto, starà attento a non avvicinarsi troppo al sole? Pare infatti che l’applicazione fosse destinata a grandi cambiamenti. Integrazione di differenti piattaforme, condivisione e conoscenza di eventi sportivi, feste locali ed altre manifestazioni culturali finora conosciute solo in un determinato territorio. Attualmente, invece, Banjo si limita a fungere da guida per eventi dal mondo. Ma ancora è tutto da vedere.

Io ho letto di questa app grazie ad Anna, ma la vogliamo provare insieme? La Zia aspetta le vostre impressioni qui sotto per condividerle con gli altri nipoti!

Ps: Last minute considerazioni. L’azzurro social ora ha proprio stancato.


La vostra tecnologica quanto basta Zia Cin

lunedì 1 luglio 2013

Scrivere sul web. C'è chi si allena in "Palestra Writers"

C’è chi non saprebbe ancora fare un discorso alla Nazione, ma riceve già copiosi applausi dalle folle, se scrive col pennarello “mamma e papà”.
C’è chi non sa dire Ti Amo, ma riesce a rendere il concetto con una bomboletta spray, sui muri della città.
C’è chi trova difficile dire un semplice Ciao, si isola e si sente diverso. Ma poi tiene un resoconto dettagliato della giornata, sul proprio diario segreto, proprio come tutti gli altri adolescenti.
C’è chi non viaggia mai eppure, nei suoi racconti, vive fantastiche avventure insieme a pirati e cavalieri senza macchia, furfanti dal cuore gentile e donne potenti.
Comunicare è vivere, in qualsiasi modo lo si faccia. E quando i gesti e le parole diventano segni, di quel vissuto, ne rimane traccia per sempre. La scrittura di solito è una necessità, una  passione, ma può diventare un lavoro, come il nostro. Mio e dei miei compagni di Palestra Writers, un luogo virtuale dove Web Writer in fieri e professionisti si ritrovano per condividere dubbi e idee che riguardano la scrittura sul web, il copywriting, il social media marketing e la comunicazione in generale. Per confrontarsi e crescere, insieme.


La Palestra
Palestra Writer è una palestra immateriale, è vero, ma, tra fitness e allenamento, si suda realmente. Come fosse un Salotto francese, un circolo di intellettuali in fuga, comunichiamo giornalmente su un gruppo Facebook SEGRETO (ma aperto), ci scambiamo link e risorse utili, scriviamo, infine, dei guest post che possano essere d’aiuto per chi voglia aggiornarsi o intraprendere la professione del web writer. Inoltre, periodicamente, ci incontriamo tutti in hangout, utilizzando la piattaforma di Google+, per i “Palestra Writers Party”, vere e proprie feste di formazione on line, organizzati dalla nostra Coach, Francesca Oliva.
L’indirizzo della palestra
Qui,  nel sito dell’ideatrice e promotrice della palestra, potete trovare i primi post dei “palestrati”, scritti in nome della condivisione di spunti ed esperienze e finalizzati ad imparare la nobile arte della scrittura sul web.
Per entrare a far parte di questo gruppo di scalmanati, invece, basta scrivere a checcao@gmail.com!
Ed ora che vi ho spiegato, cari nipotini della zia, cos’è Palestra Writers, vi presento alcuni dei miei compagni di allenamento e nuovi amici! Guardate quanta bella gente si allena…

Francesca Oliva
"Francesca Oliva pazza per i dolci e gran chiacchierona trascorro online tutta la mia giornata, alternando post e condivisioni social al mestiere di mamma. Il mio sito è francescaoliva.it e non è solo la mia vetrina professionale è anche l’indirizzo della splendida Palestra Writer, il luogo di condivisione per eccellenza. Un posto magico dove incontrare tanti amici e parlare di web col sorriso che a me, fortunatamente, non manca mai. Se anche tu sei appassionato di web fino a voler costruire online la tua professione entra in Palestra con noi! Ci divertiremo!"
www.francescaoliva.it
@checcao

Simona Nurcato
"Un diploma convinto da Perito Turistico, una laurea (molto meno convinta direi) in Economia, un negozio d’arredo bagno, una passione infinita per la scrittura, i viaggi, l'arredamento e la fotografia. Blogger e web writer in fase di bozza, ho finalmente trovato il modo di fondere tutto questo: scrivo sul mio blog cercando di viaggiare – anche solo virtualmente – attraverso i bagni di tutto il mondo, convinta che la cultura di un paese possa trasparire dai mille modi di arredare una stanza da bagno.!
@bagnidalmondo

Luigia De Fazio
"Mi chiamo Luigia, per il web e dintorni sono Luigiaweb, e da diverso tempo unisco la passione per il web design, la grafica e il webwriting cercando di realizzare siti internet gradevoli, facili da consultare e particolarmente attenti verso tutti gli Standard di sua maestà W3C. Ne curo anche i contenuti, ciò implica uno sguardo attento alle parole, ai tag e a tutto ciò che piace e non piace a Mister Google. Amo definirmi inoltre internauta per indole e per mentalità, un modo di essere che mi porta quotidianamente a scoprire nuove cose, a mettermi in gioco sempre e comunque, a confrontarmi con chi come me è innamorato della rete e delle sue potenzialità. Nel tempo libero amo leggere di tutto un po', correre, suonare la mia chitarra, ascoltare tanta musica e girovagare qua e là per il mondo."
@luigiaweb

Eleonora Giunchi
"27 anni freschi appena compiuti, Romagnola doc, vivo tra Bologna dove frequento la Magistrale in Scienze della Comunicazione Pubblica e Sociale e Cervia dove frequento l’Università della vita.
Gestisco il negozio di famiglia di articoli a uneuro (sì, quelli dove ci sono tutti quei gingilli simpatici/utili/inutili) e tra uno scatolone e l'altro scrivo sul mio blog. Un progetto appena nato, che mi piace sintetizzare citando uno dei testi più reali della storia del rock "You can't always get what you want, but if you try sometimes you might find". Mi nutro di scrittura circa quattro volte al giorno, e di pensieri edificanti/distruttivi per tutto il resto della mia giornata. Sono una lunatica senza mezze misure, ma con determinazione cerco sempre di realizzare ciò che desidero. Mi piace: scrivere, la mazurka francese, andare a cavallo, la macedonia di mio babbo, ridere, la semplicità racchiusa nelle cose semplici. Non mi piace: correre, andare a letto presto la sera, i fagiolini, la statistica, le cose logiche, la solitudine, la noia."
@ lamanhvp

Valeria Mascheroni
"Con una laurea in Cooperazione sviluppo & pace non pensavo certo di finire a fare la Social Media Manager. Tante parolone in inglese per dire che la mia specialità è farvi conoscere on line e far
sapere cosa fate di bello agli altri. Non essere solo un puntino nel mare di internet su cui naufragare ma essere una bella isoletta su cui tutti vorrebbero passare del tempo."
@chenesocial

Gaia D’alessandro
"In giro per l'Italia per dovere e per passione, sempre accompagnata dal mio fido computer, ho
trovato nella scrittura non solo una fedele compagna, ma anche quel lavoro in tenera età mai immaginato. Con la necessità di creare in ogni momento della giornata, adoro tecnologia, serie televisive e il gelato pistacchio cioccolato."
@guaiola

Giusy Congedo
"Salentina di nascita e ligure d'adozione. Laureata in Comunicazione, sono Social Media Marketing e Communty Manager per diversi progetti digitali e delegato HootSuite per l'Italia. Mi contraddistingue una risata (dicono) contagiosa, che trasmetto online con emoticons e smile :) "
@giusina09

Maria Grazia Tecchia
"Maria Grazia Tecchia, web writer freelance e aspirante giornalista pubblicista, appassionata di lettura, scrittura, tecnologia ed informatica, musica e fotografia. Scrivo soprattutto di tecnologia, dalle news alle recensioni di software o di videogiochi flash. Redattore ed editor di un sito di tecnologia, di cui curo parte della gestione della pagina su Facebook, e revisore di testi per un sito di immobiliare."

Annarita Faggioni
"Copy & Blogger, mai senza carta, penna e ispirazione!"
@piacerescrivere

Luana Galanti
"Perché mi alleno in Palestra Writers? è piuttosto semplice: perché da grande voglio fare la web writer. E in palestra - tra zie, comari, coach, poeti e copy - si impara ogni giorno qualcosa di nuovo. Vi sfido a trovare un altro posto altrettanto cool sul web!"  
@luanagala

Laura Bottazzi
"Scrivo con inchiostro simpatico..."
@lallerrima

Antonella Saponaro
"Sono Antonella Saponaro mamma blogger, web writer freelance, ingegnere gestionale, appassionata di web, di tecnologia, di fotografia e soprattutto della mia famiglia. Realizzo contenuti efficaci per blog e siti; recensione prodotti; realizzazione guide; correzione bozze; articoli su svariati argomenti; tutto in ottica SEO."
@mammantonella

Valentina Medori
"Eccomi qua! Valentina: Copywriter freelance, blogger, web writer col pallino dei social. Dipendente dal suo smartphone android, drogata di tè con la panna e serie tv. L'unica palestra alla quale potevo iscrivermi è #palestrawriters!"
@StripedPapillon

Maria Grazia Piemontese
"Maria Grazia Piemontese. Laureata in lettere, non più ventenne, webwriter. Davanti a del buon vino e bruschette ben condite, ti direi di più."
@MGraziaPiem

Sonia Gennaro
"Passare dallo scrivere la lettera per Babbo Natale su una vecchia Olivetti alla tastiera per riempire blog e social network è stato un attimo. Organizza eventi sui social media per la promozione della cultura digitale. Si è innamorata del web e vuole sposarlo ma lui ancora non lo sa."
@SoniaMDahnhardt


Amina Obbed
"Dentro questo nomecognome un pochetto difficile (ve lo concedo) si mescolano l'Italia con la Somalia, la lentezza della bassa con la frenesia milanese, la passione per la scrittura con quella per la comunicazione e il web. E proprio grazie a quest'ultima "mescolanza" sono approdata su Palestra Writers, crocevia di esperienze, impressioni e passioni su web writing e dintorni, nonché occasione unica per apprendere e condividere: "l'unione fa la forza", per noi, non è solo una frase fatta." Se vuoi, ci vediamo su Twitter @AminaSetteNove

Elisa Gattamorta
"Nasce in libreria, non sa ancora se preferisce scrivere o leggere. Intanto fa la copy&web writer."
@ElisaGatt 



Oltre a questa carovana di gnocche e bravissime amiche, tanti altri appassionati di scrittura sul web orbitano intorno a Palestra Writers. Tra loro, la simpaticissima e bravissima Roberta Zanella di Copywriter Input Blog, la dolce Daniela Montieri di Un posto al copy  e il saggio Riccardo Esposito di My Social Web.
E poi ci sono io,  la vostra friendly and lovely Web zia, Zia Cin!
Se ci volete raggiungere, fischiate!
                                                                                         







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